Oggi intervistiamo Filippo Mariotti, Chirurgo Vascolare e Angiologo, che il 30 Settembre 2017 dalle 10 alle 18 sarà al disponibile, presso il nostro Poliambulatorio, per Consulti Gratis.

filippo mariotti

D:CHE COSA è LA SCLEROTERAPIA?

La scleroterapia è una tecnica che comporta la chiusura di un tratto venoso sede di varice oppure di un gruppo di capillari (teleangectasie) mediante l’iniezione nei vasi stessi, in punti ben determinati, di una soluzione sclerosante che causa istantanemanete una reazione infiammatoria locare ( flebite chimica), questa reazioone provoca in seguito la trombizzazione ed il successivo riassorbimento del tratto varicoso oppure la cancellazione dei capillari.

D:CHE COSA CONTENGONO LE SOLUZIONI SCLEROSANTI?

Nelle soluzioni usate per la scleroterapia sono presenti diversi composti; poiché esistono più di dieci tipi di soluzioni sclerosanti, diventa lungo elencare qui tutti la loro composizione chimica. Nelle soluzioni sclerosanti d’uso più frequente i componenti principali sono l’alcool polidocanolico, la glicerina cromata, il sodio salicilato ed il sodio tetradecilsolfato usati a varie concentrazioni. Sono ormai quasi del tutto abbandonate le soluzioni contenenti iodio.

D:CI SONO STATE REAZIONI ALLERGICHE A QUESTE SOLUZIONI SCLEROSANTI?

Riguardo le possibili allergie sono parecchi anni che non si registrano reazioni allergeniche importanti. Ovviamente ciò non significa che non possano esistere pazienti sensibilizzati a qualcuno dei composti sclerosanti.

D: INIETTANDO LA SOLUZIONE SCLEROSANTE IN VENA E PROVOCANDO PERCIO UNA FLEBITE CHIMICA, CI SONO RISCHI DI PROVOCARE EMBOLI O DI AVERE UNA FLEBITE DI GROSSE DIMENSIONI?

L’azione lesiva della soluzione sclerosante è limitata alla parete venosa nel punto d’iniezione; già a breve distanza dal punto sottoposto a sclerosi il composto è così diluito da essere inoffensivo.

Per ciò che concerne l’efficacia delle sclerosanti, basandosi sui dati disponibili nella Letteratura Scientifica, circa l’80% delle teleangectasie e il 75% delle microvarici trovano soluzione definitiva con la scleroterapia.

D:CI SONO CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni alla scleroterapia, comuni peraltro alla maggior parte degli interventi terapeutici invasivi, sono divise in assolute e relative:

Controindicazioni assolute sono la gravidanza, le lungodegenze che obbligano il paziente a letto, episodi recenti (meno di dodici mesi) di tromboflebite superficiale o di trombosi venosa profonda, , il diabete mellito scompensato, la presenza di tumori maligni, le malattie del surrene, la tubercolosi, alcune malattie renali (glomerulonefriti e nefrosi).

Controindicazioni relative sono alcune malattie del fegato (epatiti acute virali, tossiche o da farmaci; cirrosi epatica), gli stati febbrili, , l’asma allergico e bronchiale, alcune malattie del cuore (miocarditi e endocarditi), le discrasie ematiche.

D:E’ UNA TECNICA DOLOROSA?

La scleroterapia è una metodica poco o per nulla dolorosa. gli aghi ipodermici monouso usati per la scleroterapia sono di calibro ridottissimo. Nei soggetti particolarmente sensibili è possibile far precedere l’iniezione dall’applicazione di una pomata anestetica.
Inoltre, alcune Scuole ritengono necessario, per ottenere risultati duraturi, sottoporre a scleroterapia le donne in età fertile nella prima metà del ciclo mestruale, per evitare l’azione vasodilatante dovuta agli ormoni prodotti dopo l’ovulazione.

D:ESISTE UN PERIODO DELL’ANNO SPECIFICO PER ESEGUIRE LA SCLEROTERAPIA?

La scleroterapia viene eseguita di solito nel periodo freddo, ciò non tanto per l’assenza della venodilatazione dovuta al calore, quanto per evitare che i UV, colpendo direttamente la parte sclerosata, creino pigmentazioni della pelle difficili poi da rimuovere. E’ buona norma comunque evitare di sottoporsi a scleroterapia nei mesi molto caldi (luglio-agosto).

D:LA PELLE NE RISENTE DOPO UN TRATTAMENTO DI SCLEROTERAPIA?

La cute della zona sottoposta a sclerosi non è di norma interessata dal processo chimico, il quale avviene all’interno della parete dei vasi; nel caso dei capillari è normale che parte della soluzione sclerosante fuoriesca nei tessuti vicini (data la sottigliezza della loro parete); in tal caso il fenomeno più frequente consiste in un modesto arrossamento (eritema) della parte sottoposta a sclerosi, che viene trattato localmente mediante pomate contenenti estratti di hamamelis, centella asiatica ed altre sostanze emollienti.

Dopo la seduta, è consigliabile l’applicazione di un bendaggio elastico adesivo sulla parte sottoposta a scleroterapia per la buona riuscita della sclerosi. In alternativa, è possibile una compressione mirata mediante cerotti elastici sui punti di iniezione.

D:CI SONO POSSIBILI COMPLICAZIONI?

Anche se raramente, la terapia sclerosante può presentare complicanze; esse sono essenzialmente dovute 1). all’eccessiva aggressività della soluzione sclerosante nei confronti della parete venosa e dei tessuti circostanti. 2). al fenomeno conosciuto come “matting”. L’eccessiva aggressività del composto può provocare la comparsa d’ematomi nel punto dell’iniezione: in soggetti con marcata reattività personale verso il composto oppure con pelle delicata o molto chiara ciò può anche risultare in un livido di colore blu-verdastro (questo accade specialmente nei pazienti con i capelli rossi).

Un controllo eseguito dopo sette giorni dall’iniezione solitamente elimina i microtrombi eventualmente formatisi all’interno della vena sclerosata, mentre l’applicazione di un bendaggio elastico adesivo per i giorni seguenti la scleroterapia annulla in pratica la possibilità di comparsa di ematomi.

In genere il livido che compare dopo una seduta di scleroterapia scompare dopo due/otto settimane (è importante non esporre la parte livida all’azione del sole o dei raggi UV, perché creano pigmentazioni difficili da rimuovere); la persistenza oltre i due mesi di un ematoma è raramente seguita dalla sua scomparsa completa.

D: E POSSIBILE RIMUVERE UN EMATOMA POST-SCEROSI DI LUNGA DATA?

In presenza di un ematoma post-sclerosi di vecchia data si devono attentamente valutare le due possibili alternative per “schiarire la parte”: preparati per uso topico a base di idrochinone e di acido cogico, l’uso del laser dermatologico, le tecniche di “microabrasione” oppure l’uso di un esfoliante cutaneo come l’acido tricloroacetico o da applicare localmente (è bene ricordare che quest’ultimo è un composto di non facile maneggiabilità).

D: COSA è IL FENOMENO CHIAMATO “MATTING”?

Il “matting” è un fenomeno per cui, dopo la rimozione di capillari e varici di piccolo calibro mediante la scleroterapia, si assiste alla formazione di nuovi vasi, che nascono nei pressi della zona sottoposta a sclerosi o addirittura nello stesso sito. Statisticamente il “matting” è osservabile nel 2% dei pazienti sottoposti a scleroterapia. Qualora il fenomeno si ripeta anche nelle sedute seguenti, la prima misura d’attuare è quella di cambiare il tipo di soluzione sclerosante o la sua concentrazione. Questo accorgimento tuttavia non sempre elimina il fenomeno.

D: QUALI RIMEDI ESISTONO AL “MATTING”?

Per fenomeni di “matting” ribelli il rimedio migliore oggi è l’uso del laser dermatologico.

D: QUANTE SEDUTE SCLEROTERAPICHE SERVONO PER ELIMINARE I CAPILLARI O LE VENE?

Il numero delle sedute scleroterapiche dipende, ovviamente, dal quadro clinico e dall’estensione della zona da sottoporre a terapia. La media delle sedute è tre-quattro per gamba ma nei casi più complicati si arriva anche a dieci-dodici.
Come regola generale si tende sempre ad iniettare la minor quantità possibile di soluzione sclerosante; soprattutto durante la prima seduta non si usa mai più di 1 cc. di liquido.

D: CON QUALE CADENZA VENGONO ESEGUITE LE SEDUTE?

Di solito, in assenza di effetti indesiderati importanti, esse sono settimanali o quindicinali.

D: DOPO LA SEDUTA BISONGA ASSUMERE QUALCHE FARMACO?

Dopo la seduta occorre prestare attenzione ai farmaci da assumere. Bisognerebbe evitare per le 72 successive alla scleroterapia tutti i farmaci a base di acido acetilsalicilico (Aspirina etc.), per evitare una riduzione dell’efficacia della soluzione sclerosante.

Inoltre, in soggetti molto reattivi è possibile osservare un lieve rialzo della temperatura, soprattutto serale, nelle 48 ore successive alla sclerosi . In tal caso si può assumere tranquillamente farmaci antipiretici a base di paracetamolo.

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